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Brasile: un attore in crescita nel mercato mondiale dell'avocado

Negli ultimi anni, il Brasile è passato dall'essere un attore marginale a un concorrente degno di attenzione nel panorama mondiale dell'avocado. Le esportazioni di avocado Hass sono cresciute di oltre il 100% in soli tre anni, passando da 10.000 a 25.000 tonnellate all'anno. E tutto lascia presagire che questa tendenza al rialzo continuerà: con il raggiungimento della maturità produttiva dei nuovi frutteti, il Paese potrebbe superare le 50.000 tonnellate nelle prossime stagioni.

Ma ciò che è interessante del Brasile non è solo l'espansione della sua frontiera agricola, ma la duplice strategia che sta perseguendo. Da un lato, c'è un deciso impegno per rafforzare il consumo interno, con campagne nei supermercati, collaborazioni con chef e nutrizionisti e partnership con associazioni mediche per evidenziare i benefici per la salute degli avocado. Questo approccio mira a rendere gli avocado Hass un alimento base della dieta brasiliana, ampliando al contempo la base di consumatori locali.

D'altro canto, l'espansione internazionale rimane solida. Sebbene la prima spedizione in Cile nel 2025 sia stata limitata – ritardata da problemi di documentazione e ostacolata dalla siccità e dalle alte temperature della stagione – l'accoglienza è stata positiva e segna l'inizio di una relazione commerciale che potrebbe consolidarsi nei prossimi anni. La strategia del Brasile si concentra su due fronti ben definiti: il Sud America, con Argentina, Uruguay e Cile come destinazioni naturali da febbraio a settembre, e l'Europa, dove punta a posizionarsi tra febbraio e aprile con prezzi competitivi prima dell'ingresso massiccio del Perù sul mercato, per poi differenziarsi per la qualità verso la fine della stagione.

Anche la geografia produttiva del Brasile gioca un ruolo chiave. Dalle zone più basse di San Paolo ed Espírito Santo, dove la produzione precoce consente prezzi di mercato interessanti, ai campi del Minas Gerais meridionale, ad altitudini superiori ai 1.300 metri, che producono frutti a maturazione tardiva con una maggiore concentrazione di olio e un sapore distintivo, il Brasile presenta una diversità che gli conferisce la flessibilità necessaria per rifornire mercati e finestre di vendita diverse.

La domanda fondamentale è se il Brasile riuscirà a bilanciare i suoi due fronti: consolidare i consumi interni e, contemporaneamente, espandere le esportazioni in modo sostenibile. Quel che è certo è che, in un panorama globale sempre più competitivo, il Paese ha smesso di essere un attore secondario ed è diventato un attore chiave che i mercati dell'avocado non possono ignorare.

Adilson Luis Penariol Socio/direttore AvoPrime Ftutas SA adilson.luis@avoprime.com.br

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