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Solo nel 2025, il 67% delle importazioni europee proveniva dal Mediterraneo, ma la stagione sta volgendo al termine. Cosa succederà ora?

Mentre la stagione 2024-2025 entra nella sua fase finale, i principali fornitori di avocado del Mediterraneo, Israele, Spagna e Marocco, concludono la loro partecipazione alla fornitura in Europa.

Con una stagione caratterizzata da intense fluttuazioni tra domanda e offerta, il commercio di avocado in Europa ha subito una significativa riconfigurazione nel 2024-2025. I paesi del Mediterraneo hanno svolto un ruolo cruciale nell'approvvigionamento, garantendo la disponibilità del prodotto durante un periodo di consumo chiave. Israele, Spagna e Marocco hanno guidato le spedizioni verso il continente, consolidando la loro presenza in un mercato sempre più competitivo.

Nei primi mesi del 2025, questi paesi hanno dovuto competere con altri attori come Colombia e Cile, anch'essi presenti sul mercato europeo. Tuttavia, la campagna nel Mediterraneo sta volgendo al termine e si prevede che il Perù assumerà la leadership del mercato nelle prossime settimane, sostituendo gradualmente gli attuali fornitori.

Partecipazione dei paesi del Mediterraneo alla stagione 2024/2025

Secondo Tomás de la Cuadra, analista dati di Avobook, Israele, Spagna e Marocco hanno svolto un ruolo cruciale nell'approvvigionamento del mercato europeo durante tutta la stagione. Israele ha spedito un totale di 3.300 container, mentre la Spagna ne ha registrati 2.000 e il Marocco 1.800. Durante le prime 11 settimane del 2025, questi tre paesi hanno rappresentato il 67,42% delle importazioni europee, per un totale di 4.637 container. Un punto culminante di questa stagione è stato il significativo aumento delle spedizioni dal Marocco rispetto all'anno precedente, consolidando la sua presenza nel mercato europeo.

In questa fase, questi paesi hanno dovuto competere con Colombia e Cile. Innanzitutto, il Cile, che generalmente inizia e termina la stagione prima, ha visto la sua partecipazione ridotta in questa fase. D'altra parte, la Colombia è nelle fasi finali della sua raccolta principale, mentre contemporaneamente inizia la raccolta fuori stagione.

Con l'avvicinarsi della fine della stagione mediterranea, si prevede che il Perù assumerà il ruolo di leader del mercato europeo entro la fine di marzo, sostituendo gradualmente gli attuali fornitori. Si prevede che il Marocco sarà il primo a ridurre le sue spedizioni, seguito da Israele, mentre la Spagna continuerà a esportare fino alla settimana 20 circa, quando la sua campagna si concluderà.

Questo scenario riflette la costante evoluzione del commercio dell'avocado, in un contesto in cui fattori climatici, logistici e commerciali stanno ridefinendo la mappa mondiale della produzione e dell'esportazione di questo frutto.

La sfida degli avocado nel bacino del Mediterraneo

Gonzalo Vargas, editorialista di Avobook e rappresentante di Goliat Agrícola, avverte che, sebbene la regione mediterranea abbia un enorme potenziale per la coltivazione di frutta, lo sviluppo dell'avocado si trova ad affrontare sfide significative. "Alcune aree stanno vedendo il loro potenziale produttivo ridursi a causa della scarsità d'acqua, della salinizzazione del suolo e dell'elevato costo dell'acqua, mentre altre sono riuscite ad espandere le loro colture", sottolinea Vargas.

Attualmente, Marocco, Spagna e Portogallo guidano la crescita della coltivazione di avocado nella regione, incorporando aree in cui questo frutto non veniva precedentemente coltivato. Tuttavia, questi paesi devono affrontare notevoli sfide climatiche. "Le ondate di calore, con temperature che possono raggiungere i 50 gradi Celsius, rappresentano una seria minaccia per la stabilità del raccolto", spiega Vargas. Queste temperature estreme, combinate con i venti provenienti dal Sahara e da ovest, stressano le piante, causando defogliazione, aborto dei frutti e un indebolimento del sistema immunitario, che favorisce la proliferazione di malattie come i funghi del marciume del legno.

Per mitigare questi effetti, sono stati implementati sistemi di irrigazione a micro-aspersione ad alta quota, una strategia utilizzata anche nelle aree soggette a gelate in Cile e California. Tuttavia, Vargas avverte che "questi sforzi non garantiscono sempre una produzione stabile. La scorsa stagione, le temperature estreme hanno ritardato la raccolta, influendo sulla qualità della frutta e creando incertezza sui mercati". Inoltre, sebbene i prezzi fossero elevati nei mesi precedenti, i produttori che hanno deciso di conservare la frutta non hanno ottenuto gli stessi profitti questa stagione.

La sfida futura per l'industria dell'avocado nel bacino del Mediterraneo risiede nel migliorare la pianificazione del raccolto per distribuire la produzione in modo più uniforme durante la stagione, evitando la dipendenza da raccolti tardivi. "Selezionare varietà più resistenti al freddo e al caldo, come l'Ardith in Israele o alcuni ibridi adattati, sarà fondamentale per la sostenibilità della coltura nella regione", afferma Vargas. In questo contesto, le regioni con estati meno estreme potrebbero consolidare la loro posizione come quelle con il maggiore potenziale produttivo in futuro. "Così come il caldo uccide più persone del freddo, in agricoltura, i danni causati dalle temperature estreme possono determinare la redditività di una coltura", conclude Vargas.

Il futuro degli avocado nel bacino del Mediterraneo dipenderà dalla capacità dei produttori di adattarsi a un clima sempre più difficile e dall'attuazione di strategie agronomiche che garantiscano la qualità e la stabilità dell'offerta sui mercati internazionali.

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