Mercato cileno: impatto delle questioni relative alla frutta peruviana e all'emergere del Brasile nelle sue esportazioni
Nelle ultime settimane, il mercato cileno dell'avocado Hass è stato al centro del dibattito pubblico in seguito al rifiuto del frutto peruviano in Europa a causa della presenza di cadmio.
Sebbene sui social media circolassero versioni secondo cui questi lotti sarebbero stati dirottati verso il Cile, l'Associazione dei produttori ed esportatori di avocado Hass del Perù (ProHass) ha categoricamente escluso tale possibilità.
"È falso e logisticamente irrealizzabile che i container respinti in Europa raggiungano il Cile", ha affermato l'associazione di categoria, chiarendo che i respingimenti rappresentano solo lo 0,05% degli oltre 28.000 container esportati nel 2025. Inoltre, hanno sottolineato che ogni spedizione aderisce a rigorosi protocolli di tracciabilità e certificazioni internazionali come GLOBALG.AP, HACCP e BRC, garantendo la sicurezza e la qualità della frutta che arriva al consumatore.
Da parte cilena, il Comitato per l'Avocado ha sottolineato la solidità del sistema di controllo nazionale. Il Servizio Agricolo e Zootecnico (SAG) esercita una rigorosa supervisione sui prodotti che entrano nel Paese, il che, secondo il comitato, garantisce che "i consumatori abbiano piena fiducia nella frutta disponibile sul mercato".
Parallelamente a questa controversia, sono emerse aspettative sul ruolo del Brasile come nuova fonte di latte. Tuttavia, i dati riflettono un contributo iniziale limitato, senza un impatto significativo in questa stagione.
Secondo i dati di Avobook, a maggio è stata registrata una sola spedizione brasiliana, quando la stagione cilena stava volgendo al termine. Da giugno in poi, il Perù ha riconquistato la sua posizione di leader, riducendo le possibilità del Brasile di consolidare la propria presenza.
Le recenti tendenze di mercato confermano questa interpretazione. Secondo Avobook, il calo dei volumi osservato nelle settimane 30 e 31 è dovuto a un adattamento naturale dopo il picco della stagione e non a effetti derivanti dalla controversia sanitaria. Infatti, le spedizioni peruviane in Cile si sono mantenute vicine ai 100 container a settimana, il doppio rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso. Non sono state rilevate variazioni significative nemmeno nei prezzi dell'avocado peruviano.
In questo contesto, il mercato cileno riafferma la sua importanza strategica per gli avocado peruviani, rappresentando circa il 99,7% delle importazioni di questo frutto nel Paese confinante. Nel frattempo, la sfida consiste nel dissipare i dubbi generati dai rifiuti in Europa e nel mantenere la fiducia dei consumatori cileni, elemento fondamentale per sostenere la crescita di una delle principali destinazioni per gli avocado peruviani.