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La frutta africana nel mercato spagnolo: una realtà di leadership o un complemento strategico?

Negli ultimi anni, l'Africa, in particolare il Marocco, ha acquisito un ruolo sempre più importante nel mercato spagnolo delle importazioni di avocado. Gli ultimi dati riflettono una crescita significativa sia in volume che in valore, sollevando la domanda: stiamo assistendo a un nuovo leader nell'offerta di questo frutto o semplicemente a un attore complementare influenzato da fattori esterni?

Il Marocco è leader in termini di volume e valore

Secondo i dati dell'Agenzia delle Entrate spagnola, il Marocco è stato il principale fornitore di avocado alla Spagna nel primo trimestre del 2025. In tale periodo, le importazioni da questo Paese hanno raggiunto i 72,8 milioni di euro, il 41,2% in più rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente, superando addirittura il totale importato durante tutto il 2023 (64,8 milioni di euro).

Anche in termini di volume, i numeri sono impressionanti: tra gennaio e marzo 2025, la Spagna ha importato 29.159 tonnellate di avocado marocchini, con un aumento del 73% rispetto allo stesso periodo del 2023. Questa tendenza conferma la crescita sostenuta del paese africano come fornitore chiave, soprattutto all'inizio della stagione, quando il suo raccolto precoce entra nel mercato prima di quello spagnolo.

Inoltre, questo fenomeno non è esclusivo del Marocco. A livello europeo, le importazioni di avocado da paesi terzi sono cresciute del 74% negli ultimi cinque anni e la Spagna si colloca al secondo posto tra i maggiori importatori, con 262.071 tonnellate nel 2024, seconda solo ai Paesi Bassi (388.000 tonnellate), secondo i dati raccolti da Valencia Fruits e GoAvocadoSpain.com .

Allo stesso modo, l'aumento del volume delle importazioni dall'Africa ha avuto un effetto diretto sui prezzi dell'avocado spagnolo. Nella provincia di Castellón, ad esempio, il prezzo degli avocado Lamb Hass è diminuito del 29% tra marzo 2024 e marzo 2025, passando da 2,44 €/kg a 1,73 €/kg, come riportato da Cadena SER . Questo calo è principalmente dovuto alla pressione delle importazioni marocchine, che arrivano in grandi quantità prima del picco della produzione nazionale.

Nonostante il peso significativo riflesso nelle statistiche, diversi operatori del settore mettono in dubbio l'idea che l'Africa stia assumendo un ruolo di primo piano nell'approvvigionamento europeo. Víctor Ruete, consulente di Tropical Millenium (Baika Spagna), avverte che "l'Africa si trova attualmente in una posizione complementare all'interno della filiera", sottolineando che il Perù rappresenta circa l'80% della frutta consumata in Europa. A suo avviso, gli esportatori africani hanno perso terreno strategico a causa della sovrapposizione con la stagione mediterranea e delle crescenti sfide logistiche.

Ruete sottolinea che la fine tardiva della stagione mediterranea nel 2025 ha lasciato poco spazio agli esportatori africani per progredire come negli anni precedenti. Sottolinea inoltre che i conflitti nel Mar Rosso hanno aumentato i tempi di transito, incidendo negativamente sia sull'arrivo che sulla qualità della frutta: "Ciò ha aumentato l'incertezza sia sulle date di arrivo che sulla qualità finale della frutta all'arrivo", spiega. Persino il Sudafrica, tradizionalmente più stabile, sta ora incontrando difficoltà a mantenere la propria quota di mercato a causa della pressione esercitata dai volumi peruviani e dalla volatilità logistica.

Il caso keniota: minore presenza

Erica Díaz Z., responsabile dell'ufficio acquisti di Frutas Montosa, condivide un'opinione simile, sottolineando che la sua azienda importa solo prodotti biologici dal Kenya. "Il nostro volume è minimo, a dire il vero", afferma, aggiungendo che "anche quest'anno non ho visto molta fornitura; alcuni container sono arrivati, ma non nei volumi elevati degli altri anni".

Díaz attribuisce questa presenza limitata a problemi strutturali delle origini keniote, come la qualità variabile e i lunghi tempi di transito: "La situazione dei trasporti non aiuta ancora molto, incidendo sulla frutta". Ritiene che il Kenya sia attualmente un'origine in declino e non percepisce un impatto significativo sul mercato europeo. Nonostante alcuni tentativi di esplorare rotte alternative al Canale di Suez, Díaz conclude che "a meno che la situazione dei trasporti non cambi leggermente, penso che sia un'origine che farà fatica a crescere oggi".

La frutta africana, e in particolare l'avocado marocchino, ha guadagnato terreno nelle importazioni spagnole grazie alla sua disponibilità precoce, ai prezzi competitivi e all'aumento dei volumi. Tuttavia, la percezione all'interno del settore è più cauta. Mentre i dati ufficiali riflettono un netto aumento, la realtà operativa mostra che l'Africa, con la parziale eccezione del Marocco, continua a svolgere un ruolo secondario rispetto al predominio strutturale del Perù sul mercato europeo.

Le tendenze future dipenderanno in larga misura da come verranno risolti i colli di bottiglia logistici, dalla qualità del prodotto a destinazione e dalla strategia di ingresso nei periodi chiave dell'anno. Come indicano gli esperti consultati, la leadership africana è tutt'altro che consolidata e, per ora, è limitata a momenti specifici e a origini specifiche.

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