Francisco Contardo Sfeir: “Il Cile ha raggiunto un solido livello di produzione nel settore dell’avocado”
La stagione cilena dell'avocado 2025-26 si preannuncia stabile e ottimistica. Con una produzione stimata di 240.000 tonnellate e un consumo interno in crescita, il Paese sta consolidando la propria maturità produttiva e riaffermando la propria leadership regionale in termini di sostenibilità. In un'intervista con Avobook, Francisco Contardo Sfeir, presidente esecutivo del Comitato Cileno per l'Avocado, analizza le proiezioni del settore, l'andamento dei mercati internazionali e il rafforzamento del mercato locale.
Il Cile lancia una nuova stagione dell'avocado con solide basi e uno scenario che coniuga stabilità produttiva, diversificazione commerciale e progresso sostenibile. Secondo i dati recenti del Comitato Cileno per l'Avocado, l'industria nazionale raggiungerà nuovamente le 240.000 tonnellate di produzione, una cifra paragonabile al record della stagione precedente, il più alto degli ultimi 15 anni.
Il Paese mantiene una superficie coltivata di circa 30.000 ettari, a dimostrazione di una fase di maturità in cui gli aumenti di resa sono dovuti più alla gestione tecnica e climatica che all'espansione territoriale. Nel frattempo, il consumo interno continua a crescere, raggiungendo gli 8,6 chili pro capite all'anno, posizionando il Cile come il secondo consumatore mondiale di avocado Hass, dopo il Messico.
In un'intervista con Avobook, Francisco Contardo Sfeir fornisce una panoramica completa dello stato attuale del settore, delle aspettative in termini di esportazioni e delle sfide poste da uno scenario globale più competitivo.
Inizia la stagione del raccolto in Cile: come sta procedendo il raccolto e quali sono le previsioni?
La stagione 2025-26 si preannuncia positiva, con una produzione vicina alle 240.000 tonnellate, un livello praticamente identico al record del ciclo precedente, il migliore degli ultimi 15 anni. Questo risultato conferma che l'industria cilena ha raggiunto una solida base produttiva, supportata da una gestione agronomica più efficiente, da condizioni meteorologiche leggermente più favorevoli nelle ultime due stagioni e da una superficie vitata stabile di circa 30.000 ettari. In un contesto globale competitivo, il mantenimento di questi volumi riflette la maturità, la resilienza e l'adattabilità del settore.
Quando inizieranno le spedizioni di frutta e come verranno distribuite le destinazioni?
Le spedizioni di avocado cileni iniziano solitamente tra agosto e settembre, con un picco tra ottobre e novembre. Per questa stagione, si prevede una distribuzione delle destinazioni molto simile a quella del 2024-25. L'Europa continuerà a guidare con circa il 57% delle esportazioni, con Paesi Bassi, Regno Unito e Spagna come destinazioni principali. L'America Latina rappresenterà circa il 25%, con l'Argentina che consolida la sua posizione di principale partner regionale. Asia e Nord America rappresenteranno rispettivamente circa il 9% e l'8%, mentre l'Oceania si manterrà intorno all'1%. Questa diversificazione è stata fondamentale per mitigare la stagionalità e mantenere una presenza continuativa nei mercati chiave.
Quali calibri saranno disponibili per Europa, Stati Uniti e Asia?
Secondo i recenti dati sulle esportazioni del Comitato Cileno per l'Avocado e le informazioni di ProChile e dell'Associazione Cilena degli Importatori di Avocado (CAIA), in Europa predominano i calibri da 16 a 22, equivalenti allo standard statunitense di 40-48, molto apprezzati per il loro equilibrio tra calibro e durata post-raccolta. Negli Stati Uniti, i calibri più richiesti sono il 48 e il 60, associati ai settori della vendita al dettaglio e della ristorazione. In Asia, invece, i consumatori preferiscono calibri più grandi, 32-36, considerati premium per aspetto e peso. Questa distribuzione riflette il grado di flessibilità raggiunto dai produttori cileni, adattando la propria offerta alle diverse esigenze dei mercati internazionali.

Invieranno più frutta negli Stati Uniti per sfruttare le buone opportunità di prezzo?
L'Avocado Committee non commercializza né esporta direttamente, ma rappresenta i produttori e gli esportatori che fanno parte dell'associazione. Pertanto, la decisione sulle destinazioni dipende da ciascuna azienda e dai suoi contratti commerciali. Abbiamo osservato che, di fronte a potenziali aumenti di prezzo o minori volumi da altre origini, i commercianti adattano i loro programmi per sfruttare le opportunità negli Stati Uniti. In generale, il Cile mantiene una strategia diversificata, cercando un equilibrio tra mercati e stabilità dei prezzi.
Quanta quota di mercato prevedete di raggiungere in Europa, considerando che ora ci sono più concorrenti?
In Europa, l'attenzione è rivolta al mantenimento di relazioni a lungo termine con clienti e programmi consolidati. Anche con l'ingresso di nuove origini come Marocco e Colombia, gli avocado cileni rimangono sinonimo di fiducia, grazie alla loro tracciabilità, sicurezza e al rigoroso rispetto degli standard fitosanitari. Non cerchiamo di competere sui volumi, ma piuttosto sulla costanza e sulla qualità, caratteristiche particolarmente apprezzate dagli acquirenti europei.
Un settore con una visione sostenibile e un mercato interno rafforzato
La scorsa stagione ha segnato un traguardo importante per gli avocado cileni: sono state prodotte 240.000 tonnellate, la cifra più alta degli ultimi 15 anni. Quasi la metà di quel frutto, il 43%, è rimasta nel Paese, a dimostrazione della forte domanda interna, mentre il restante 57% è stato esportato in oltre 40 Paesi.
Nel frattempo, il settore continua a compiere progressi in termini di sostenibilità. Oggi, il 100% delle aziende agricole associate misura il proprio consumo idrico, il 98% implementa misure per ridurlo e oltre l'80% intraprende iniziative di investimento sociale o comunitario. Questi sono i risultati concreti di una tabella di marcia avviata nel 2020, che ha posizionato il Cile come leader mondiale nella produzione sostenibile.
Inoltre, recenti studi pubblicati dalle università locali evidenziano che la produttività dei frutteti cileni è incrementata anche dalla conservazione degli habitat naturali e dalla presenza di impollinatori selvatici, rafforzando il valore ambientale della coltura. "La sostenibilità non è più un valore aggiunto, ma una condizione per l'accesso ai mercati", sottolinea Contardo Sfeir.
Il Cile rimane tra i principali esportatori di avocado nell'emisfero australe, con l'Europa come destinazione chiave e una presenza crescente in Asia. Sebbene il contesto internazionale mostri una crescente concorrenza, il Paese è impegnato a differenziarsi attraverso un modello di produzione efficiente e responsabile.
"Più che crescere in volume, la nostra sfida è consolidare una produzione efficiente, responsabile e di livello mondiale", conclude Francisco Contardo Sfeir, sottolineando che gli avocado cileni non solo cercano di mantenere il loro posizionamento commerciale, ma anche di riaffermare il loro impegno nei confronti dell'ambiente e del consumatore.