Un miglioramento normativo che non si riflette ancora nel business
Avocado colombiani negli USA: l'esenzione tariffaria non ha effetto
Sebbene gli Stati Uniti abbiano escluso gli avocado dall'ulteriore tariffa del 10%, la Colombia non ha ancora riscontrato alcun beneficio concreto a causa della saturazione del mercato.
Nella seconda settimana del 2026, il mercato statunitense dell'avocado ha ribadito la sua forte dipendenza dal Messico come principale fornitore, in uno scenario caratterizzato da volumi elevati, sfide operative e una domanda sorprendentemente robusta dopo le festività natalizie. L'analisi dei dati di Avobook, insieme agli approfondimenti di settore di Sergio Paz, Direttore Generale di Coliman Avocados, rivela come si è sviluppata questa settimana chiave rispetto agli ultimi quattro anni.
Secondo il team dati di Avobook, nella seconda settimana sono state registrate circa 1.847 spedizioni verso gli Stati Uniti, con un aumento del 15% rispetto alla stessa settimana del 2025, quando furono registrate 1.607 spedizioni. Questa crescita rafforza un trend di maggiore disponibilità anticipata, trainato quasi esclusivamente dal Messico, che mantiene una quota di mercato di quasi il 98%. Su base annua, il Messico ha aumentato le sue spedizioni del 19%, riaffermando il suo ruolo dominante anche durante settimane di elevata domanda logistica.
La California si è posizionata come secondo fornitore, sebbene con una quota ancora marginale di circa lo 0,7%. Ciononostante, ha registrato una crescita del 6% rispetto alla seconda settimana dell'anno precedente, riflettendo una presenza leggermente maggiore di frutta nazionale. Il Cile, da parte sua, ha rappresentato circa lo 0,6% del volume, con un aumento annuo del 10%, mentre la Repubblica Dominicana ha raggiunto solo lo 0,2% della quota, pur distinguendosi per aver registrato la maggiore crescita percentuale, con un aumento del 117% rispetto al 2025. Al contrario, la Colombia è stata l'origine che ha mostrato l'adeguamento più significativo, con un calo dell'83% delle spedizioni verso gli Stati Uniti rispetto alla stessa settimana dell'anno precedente.
L'analisi operativa di questa settimana diventa più chiara se si considera la prospettiva di Sergio Paz. Egli spiega che il Messico ha esportato 1.678 spedizioni durante la seconda settimana, a cui si aggiungono oltre 250 spedizioni che non hanno potuto essere sdoganate e sono rimaste in inventario a causa della limitata disponibilità del personale dell'USDA per condurre le ispezioni domenica. Questa situazione ha impedito di raggiungere un volume ancora maggiore, nonostante il settore operasse praticamente a piena capacità.
Paz sottolinea che durante la settimana sono state osservate restrizioni insolite, sia nella disponibilità di manodopera per la raccolta che nel trasporto della frutta agli impianti di confezionamento e al confine. Ciononostante, la stagione continua a battere i record. Nella settimana precedente, in Messico sono state raccolte oltre 43.000 tonnellate, superando persino i record della stessa settimana del 2021. In circostanze normali, senza le limitazioni operative di domenica, le spedizioni avrebbero superato le 1.850.
Dal lato della domanda, il comportamento del mercato è stato altrettanto significativo. Secondo Paz, i consumi sono rimasti sostenuti dall'inizio della seconda settimana e si sono protratti fino all'inizio della terza. Le scorte di destinazione sono diminuite più del previsto dopo le due settimane di ferie, spingendo gli importatori a richiedere urgentemente la frutta. Di conseguenza, i prezzi sono aumentati di due o tre dollari a cassa, un adeguamento dovuto principalmente alla maggiore domanda, data la disponibilità effettiva della frutta. Questo aumento ha incentivato un maggior numero di produttori a raccogliere e ad approfittare delle favorevoli condizioni di mercato.
Tuttavia, il dirigente avverte che, nonostante i volumi storicamente elevati, la stagione è ancora al di sotto delle aspettative in termini di prezzi. In termini nominali, i prezzi sono al minimo dell'ultimo decennio e, se si considerano l'inflazione e i tassi di cambio, l'impatto negativo è ancora più significativo per i produttori.
In questo contesto, l'industria messicana sta dimostrando ancora una volta la sua adattabilità. Sebbene si parli di tendenze dei prezzi nelle prossime settimane e della potenziale influenza di altre origini, Paz sottolinea che i produttori messicani cercheranno di aumentare i prezzi se la domanda rimarrà forte. Tuttavia, riconosce anche che se sarà necessario competere sui prezzi per movimentare i volumi disponibili, il Messico lo farà, posizionandosi come un concorrente molto più attivo rispetto all'estate scorsa.
A diverse settimane dal Super Bowl, il mercato statunitense continuerà ad assorbire volumi significativi, prima per normalizzare le scorte che rimangono al di sotto dei livelli pre-festivi e poi per ricostituirle in uno scenario di turnover più rapido del solito. La combinazione di promozioni, prezzi moderati e buona disponibilità sarà fondamentale per un periodo di successo e per la continua crescita del consumo di avocado in uno dei mercati più strategici per l'industria globale.