La congestione del porto di Rotterdam mette a repentaglio la logistica delle merci deperibili verso l'Europa
Il principale porto di ingresso per i prodotti freschi nel continente sta subendo ritardi operativi che colpiscono direttamente gli esportatori dell'emisfero australe, in particolare il Perù.
Il porto di Rotterdam, uno dei più importanti hub logistici d'Europa, sta attraversando una grave congestione causata dalle avverse condizioni meteorologiche, dalle deviazioni dovute alla crisi del Mar Rosso e dai recenti scioperi. Queste circostanze hanno aumentato il tempo medio di movimentazione dei container a 9,1 giorni, con le navi in attesa fino a una settimana per l'attracco. La congestione ha sovraccaricato terminal come RWG ed ECT, incidendo sulla movimentazione di navi principali, navi feeder e chiatte.
Per il Perù, un importante esportatore di frutta fresca come uva, mango, mirtilli, agrumi e asparagi, questi ritardi logistici rappresentano un grave rischio operativo. Sono stati segnalati cali di qualità del prodotto, maggiori costi logistici dovuti a ritardi e stoccaggio e persino inadempienze contrattuali. Sebbene le esportazioni agricole peruviane siano cresciute del 23,7% a gennaio 2025, questo arretrato potrebbe comprometterne la competitività in Europa, dove la puntualità è fondamentale.
Data la situazione attuale, gli esperti raccomandano alle aziende esportatrici di rivedere i contratti logistici, valutare la copertura assicurativa e mantenere una comunicazione aperta con gli acquirenti internazionali. Suggeriscono inoltre di consultare consulenti logistici e legali per mitigare l'impatto contrattuale. La situazione di Rotterdam evidenzia la vulnerabilità delle catene di approvvigionamento globali e l'urgente necessità di una pianificazione strategica che integri aspetti logistici, legali e commerciali.
Fonte: portalfruticola.com