La congestione del porto di Rotterdam ha un impatto globale sulla logistica
Dopo settimane di chiusura parziale dovuta agli scioperi, gli esportatori stanno attivando le assicurazioni e valutando azioni legali in risposta ai ritardi prolungati.
Dal 9 febbraio 2025, il terminal Hutchinson Port Delta II del porto di Rotterdam, il più grande dell'Unione Europea, sta subendo una grave congestione a causa di scioperi legati alle controversie sul Contratto Collettivo. Sebbene le operazioni siano riprese a pieno regime il 12 marzo, i tempi di attesa per l'attracco delle navi rimangono elevati, in media sette giorni, secondo Maersk. Questa situazione ha spinto gli esportatori a prendere in considerazione azioni legali e ad attivare polizze assicurative per coprire le perdite derivanti dai ritardi.
La controversia sindacale, nata da disaccordi su indennità di buonuscita, automazione e garanzie finanziarie, rimane irrisolta. Nonostante un accordo provvisorio raggiunto a marzo, la sua attuazione è subordinata a una votazione in corso. Questa incertezza operativa mantiene in stato di massima allerta le aziende che dipendono da questa rotta cruciale tra Asia ed Europa, in particolare quelle che operano in settori sensibili come l'export agricolo.
A questo scenario si aggiunge un aumento del 2,8% del volume dei container nel 2024, che ha limitato la capacità del porto di assorbire interruzioni prolungate. Gli esportatori dell'America Latina, tra cui Cile, Colombia e Perù, hanno dovuto ricorrere a polizze assicurative marittime, segnalare potenziali danni e coordinare ispezioni congiunte a destinazione. Gli esperti raccomandano che le parti interessate gestiscano i reclami in modo strategico, soprattutto quelli privi di una copertura adeguata.
Fonte: portalfruticola.com