Il Brasile chiude la sua campagna di esportazione di avocado Hass con 22.000 tonnellate e prevede un'espansione accelerata verso il 2028
La siccità ha colpito duramente la produzione a San Paolo, ma il Paese sta facendo progressi nel posizionarsi come fornitore internazionale. Argentina, Europa, Marocco e Cile sono già tra le destinazioni, e gli Stati Uniti si stanno affermando come una frontiera commerciale chiave.
Il Brasile ha appena concluso la stagione di esportazione dell'avocado Hass 2025 con un volume totale di 22.000 tonnellate. Questa cifra, sebbene considerevole, è inferiore al potenziale produttivo del Paese a causa della grave siccità che ha colpito le principali regioni di coltivazione negli ultimi tre anni. L'impatto climatico ha causato la perdita di oltre il 70% del raccolto, ha spiegato Cecilia Whately, managing partner di Carlini Avocado Brasil e vicepresidente di Abacates do Brasil. Lo stato di San Paolo, il più importante in termini di superficie coltivata ed esportazioni, è stato il più gravemente colpito.
Attualmente, il Brasile conta circa 30.000 ettari dedicati alla coltivazione di avocado, un terzo dei quali è coltivato con la varietà Hass, che sta diventando la scelta preferita dal mercato internazionale. Nonostante le difficoltà, il Paese è riuscito a mantenere il suo ritmo di esportazione, posizionandosi come fornitore sempre più importante sulla mappa mondiale dell'avocado.
Nuovi mercati e diversificazione commerciale
In questa stagione, le principali destinazioni della frutta brasiliana sono state Argentina e Uruguay. Ogni settimana venivano spediti al mercato argentino tra i sei e gli otto camion, mentre l'Uruguay riceveva in media un camion a settimana. Anche le esportazioni verso l'Europa sono state significative, sebbene ormai concluse per questa stagione. Tra i paesi europei, si sono distinte le spedizioni verso il Regno Unito e si sono registrate anche spedizioni verso il Marocco, a dimostrazione di una crescente diversificazione delle destinazioni tradizionali.
Una delle pietre miliari di questa campagna è stata l'avvio delle spedizioni in Cile, che rappresenta un'apertura significativa nel contesto sudamericano. Questo ingresso è considerato strategico per il Brasile, che continua ad espandere la propria rete di destinazioni. Inoltre, il settore è sempre più attento alla possibilità di entrare nel mercato statunitense, considerato ad alto valore e con un grande potenziale di crescita per i prodotti brasiliani.
Secondo Tiago Falanghe Carvalho, direttore commerciale di Avocado Jaguacy, a fine luglio restavano ancora circa 1.400 tonnellate da raccogliere nei campi brasiliani, il che consentirà di mantenere il ritmo delle esportazioni verso il Cono Sud fino a settembre. Nel frattempo, proseguono le spedizioni aeree di avocado tropicali, un canale di vendita che sta guadagnando terreno ora che la stagione dell'avocado Hass è terminata.

Un mercato interno con domanda stabile e prezzi moderati
A livello nazionale, anche il mercato brasiliano dell'avocado Hass ha risentito della ridotta disponibilità. Nel mese di luglio 2025, i prezzi sul principale mercato all'ingrosso del paese, il CEAGESP, sono rimasti relativamente stabili, oscillando tra 10 e 12 R$ al chilo (tra 1,78 e 2,14 USD). Sebbene questi prezzi non abbiano raggiunto livelli di picco, rimangono comunque entro un intervallo considerato sano per il commercio interno, dato il contesto di offerta limitata.
Attualmente, l'offerta del mercato è sostenuta da frutti provenienti da fioritura regolare, con un contenuto di sostanza secca compreso tra il 28% e il 30%. Tuttavia, è iniziata anche la raccolta dei frutti provenienti dalla cosiddetta "fioritura imprevedibile", con un contenuto di sostanza secca di circa il 23%. Questi frutti a maturazione precoce consentiranno di mantenere l'offerta locale fino a fine ottobre.
CEAGESP rappresenta circa l'80% dell'avocado Hass commercializzato in Brasile. I dati storici di questo mercato all'ingrosso mostrano che il volume totale scambiato nel 2025 è significativamente inferiore rispetto alle stagioni precedenti. Ad esempio, il 2023 si è concluso con oltre 3,4 milioni di chili venduti in questo mercato. Al contrario, il 2025 mostra un totale significativamente inferiore, che riflette l'impatto diretto della siccità e della conseguente carenza di frutta.
Proiezioni di crescita fino al 2028
Nonostante l'attuale situazione complessa, le proiezioni del settore sono ottimistiche. Cecilia Whately prevede uno scenario di ripresa già nella prossima stagione, con l'ingresso di nuovi produttori nel mercato delle esportazioni e condizioni meteorologiche migliorate. In questo contesto, si prevede che la produzione totale raggiungerà le 25.000 tonnellate nel 2025. La cifra prevista per il 2026 sale a 60.000 tonnellate e continua a salire fino a 80.000 tonnellate nel 2027. Infine, se le condizioni saranno allineate, il Paese potrebbe raggiungere le 100.000 tonnellate di produzione annua entro il 2028.
Questa crescita prevista è supportata da diversi fattori: l'integrazione di aree tecnologicamente avanzate, il miglioramento genetico delle colture, il rafforzamento delle associazioni di produttori e lo sviluppo di strategie di marketing più aggressive orientate al mercato dell'esportazione. Degno di nota è anche il crescente interesse per l'adozione di standard internazionali di qualità e tracciabilità, essenziali per accedere a mercati più esigenti come quello nordamericano.
In sintesi, il Brasile chiude un ciclo con risultati contrastanti: volumi limitati a causa delle condizioni meteorologiche, ma solidi in termini di consolidamento internazionale e crescita prevista. Guardando al medio termine, il Paese sta compiendo progressi costanti verso il posizionamento come attore rilevante e competitivo nel mercato globale dell'avocado Hass.