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L'avocado israeliano perde terreno in Europa nonostante mantenga i volumi di esportazione

Il mercato europeo dell'avocado sta attraversando un periodo di ristrutturazione della sua catena di approvvigionamento. Israele, storicamente un fornitore chiave durante la stagione invernale dell'emisfero settentrionale, mantiene stabili i volumi di produzione ed esportazione, ma la sua presenza nei supermercati europei si è ridotta nella seconda metà del 2025 a causa di decisioni commerciali dettate dalla situazione politica internazionale.

Secondo il team di Avobook, le spedizioni israeliane verso il mercato europeo hanno registrato fluttuazioni negli ultimi anni. Nel 2022 sono state registrate 3.300 spedizioni; nel 2023 il volume è sceso a circa 2.700; ma nel 2024 si è registrata una significativa ripresa con 4.073 spedizioni. Alla 37a settimana del 2025, sono state registrate circa 2.700 spedizioni e le proiezioni indicano che l'anno si chiuderà sopra le 3.800. Questi dati riflettono il fatto che, alla fonte, l'offerta israeliana non ha subito un crollo.

Tuttavia, gli esportatori sottolineano che il problema non risiede nella produzione, ma nell'accettazione del mercato. Eitan Zvi, CEO di Galilee Export, un'azienda che gestisce circa il 40% delle esportazioni israeliane di avocado, ha affermato che ci sono boicottaggi isolati in alcune parti del Nord Europa, sebbene la maggior parte delle catene di supermercati mantenga ancora programmi di acquisto. Secondo Zvi, Israele prevede di esportare circa 132.000 tonnellate nella stagione 2025/26, in linea con i volumi degli anni precedenti, sebbene abbia avvertito che le percezioni politiche stanno influenzando il posizionamento della frutta in alcuni mercati.

Ofer Levin, dell'azienda esportatrice Yapro, ha espresso un parere analogo in dichiarazioni rilasciate a un altro organo di stampa internazionale. Ha riconosciuto che acquirenti come Aldi hanno cercato di evitare i prodotti israeliani e che catene come Co-op nel Regno Unito e in Italia hanno esplicitamente smesso di venderli. Levin ha sottolineato che, oltre ai dati sul raccolto, anche la pressione reputazionale e le decisioni interne dei rivenditori stanno contribuendo all'assenza di avocado israeliani sugli scaffali dei supermercati in alcuni paesi europei.

Nel frattempo, la Commissione Europea ha riferito che le importazioni agroalimentari da Israele sono aumentate del 4,5% in valore nel 2024, a dimostrazione del fatto che non si sta verificando un crollo generale degli scambi commerciali, ma piuttosto impatti localizzati su prodotti sensibili come gli avocado. Ciononostante, gli analisti di Rabobank sottolineano che durante i mesi invernali, quando l'offerta globale è più limitata, la diminuzione della frutta israeliana disponibile nei supermercati tende a esercitare una pressione al rialzo sui prezzi, soprattutto per i calibri più grandi.

Questo riallineamento del mercato apre nuove opportunità per altre origini. Secondo Avobook, Colombia e Cile hanno iniziato a guidare i volumi di spedizione verso l'Europa nelle ultime settimane, mentre Marocco e Spagna acquisiranno importanza con l'avanzare della stagione invernale.

Questa tendenza coincide con l'analisi della CBI, l'agenzia per il commercio estero dei Paesi Bassi, che individua questi paesi come fornitori sostitutivi strategici nella finestra temporale ottobre-marzo.

In conclusione, Israele mantiene un livello di produzione stabile e ha la prospettiva di esportare più di 130.000 tonnellate di avocado in questa stagione, ma deve affrontare una sfida commerciale e di reputazione in Europa che ne compromette la presenza sugli scaffali dei supermercati.

Le decisioni di catene come Co-op e le riserve di acquirenti come Aldi hanno evidenziato come i fattori politici trascendano l'agricoltura. Per l'Europa, il risultato è un mercato più diversificato in cui Colombia, Cile, Marocco e Spagna stanno consolidando la loro posizione di principali beneficiari di questa situazione.

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