Clicca qui per andare direttamente al contenuto

Jorge León

Evoluzione della raccolta di avocado per l'industria dei prodotti trasformati: una prospettiva storica

Internazionale

Negli ultimi tre decenni, l'offerta di avocado destinati alla trasformazione industriale, principalmente per la produzione di guacamole e polpa congelata, ha subito trasformazioni sostanziali. Fattori come l'apertura del mercato statunitense, l'aumento dei consumi globali, l'ingresso di nuovi paesi produttori e la crescita di segmenti derivati, come l'olio di avocado, hanno ridefinito la disponibilità, il costo e la qualità della materia prima.

Sfondo

All'inizio degli anni '90, quando ho iniziato la mia carriera professionale nel settore – dove sono rimasto per oltre 35 anni – l'accesso alle materie prime era relativamente facile. Sebbene fossero necessarie infrastrutture, capitali e una gestione post-raccolta di base, la raccolta della frutta non rappresentava un ostacolo significativo per l'industria di trasformazione.

Nel Michoacán, la principale regione produttrice di avocado al mondo, nel 1990 fu inaugurato il primo impianto di lavorazione industriale dell'avocado a Uruapan. Nel giro di pochi mesi, nella zona sorsero almeno altri due stabilimenti. Contemporaneamente, iniziative simili erano in corso lungo il confine tra Messico e Stati Uniti, così come in California. A metà degli anni '90, erano operativi cinque o sei impianti di importanza regionale, tutti focalizzati sull'esportazione, con vendite minime sul mercato messicano.

Disponibilità e costi nella prima fase

In quel periodo, l'offerta superò di gran lunga la domanda, con frutta abbondante, di alta qualità e a basso costo. Fu persino possibile acquisire volumi che oggi sono riservati esclusivamente all'esportazione di prodotti freschi, in base a criteri di calibro e qualità.

Il prezzo di acquisto per la lavorazione variava allora tra 0,80 e 1,50 MXN al chilogrammo, con un tasso di cambio prossimo a 35 MXN per dollaro. In termini attuali, tale valore sarebbe di circa 2,10 USD per dollaro equivalente.

Uno dei fattori determinanti per questa disponibilità è stata l'assenza di esportazioni di avocado fresco verso gli Stati Uniti. Quel mercato è stato aperto solo nel 1997, e solo in 19 stati a basso consumo. Il Messico esportava già in Europa, principalmente in Francia, ma in volumi modesti rispetto ai livelli attuali. L'apertura degli scambi con gli Stati Uniti ha segnato una svolta per l'intera filiera produttiva.

Crescita dei consumi ed espansione internazionale

All'inizio degli anni '90, il consumo pro capite in Messico era stimato in circa 5 kg all'anno (senza dati ufficiali). Entro il 2024, il consumo interno aveva raggiunto circa 11 kg a persona, uno dei più alti al mondo. L'aumento negli Stati Uniti e in altri mercati internazionali è stato ancora più rapido, con esportazioni che si avvicinano a 1,3 milioni di tonnellate, secondo i dati dell'Avocado Exporters Association.

A metà degli anni Novanta, c'erano pochi impianti di trasformazione nel Michoacán e praticamente nessuno al di fuori dello Stato o del Paese. Col tempo, si sono aggiunte nuove origini industriali: Stati Uniti, Cile, Sudafrica, Perù, Guatemala, Colombia – che negli ultimi anni ha mostrato risultati notevoli –, Spagna e Israele, tra gli altri.

L'attuale complessità dello stoccaggio

Nell'attuale contesto dell'industria messicana del guacamole e della polpa di avocado, l'approvvigionamento delle materie prime è diventato una delle principali sfide. I fattori che contribuiscono a questa complessità includono:

  • L'elevato volume di esportazioni di frutta fresca.
  • L'aumento dei consumi interni, uno dei più alti al mondo.
  • La presenza di aziende multinazionali con ampia capacità finanziaria e prezzi di acquisto più elevati.
  • L'acquisizione di grandi volumi da parte di queste aziende, a scapito dei trasformatori locali.

Anche la stagionalità è un fattore determinante: sebbene la disponibilità sia estesa tutto l'anno, il periodo tra settembre e febbraio offre il miglior rapporto qualità-prezzo-volume per la trasformazione industriale. Questo limita le negoziazioni internazionali che mirano a prezzi annualizzati.

Concorrenza nel settore dell'olio di avocado

Un ulteriore fattore è la rapida crescita dell'industria dell'olio di avocado. La sua espansione ha generato una domanda in grado di competere per la stessa risorsa. Inizialmente, questo segmento acquisiva frutti scartati dall'industria del guacamole – ammaccati, troppo maturi, piccoli o con basso contenuto di sostanza secca – generalmente a costi minimi. Attualmente, tuttavia, compete direttamente per la materia prima, con prezzi paragonabili a quelli degli avocado destinati alla trasformazione.

Per i fornitori tradizionali, l'olio rappresenta un'alternativa interessante, grazie ai requisiti di qualità e sicurezza meno rigorosi e alla possibilità di collocare l'intera produzione senza il rischio di resi, cosa comune nel processo industriale del guacamole.

Conclusioni

La raccolta dell'avocado, che tre decenni fa era un processo semplice ed economico, è diventata una delle principali sfide per l'industria di trasformazione. La filiera produttiva, storicamente resiliente, deve sviluppare strategie per garantire un'offerta competitiva in un contesto caratterizzato da consumi crescenti, maggiore specializzazione industriale e concorrenza internazionale sempre più agguerrita.

L'Ing. Jorge Alberto León Llanderal
Consulente tecnico specializzato in tecnologia alimentare 

Articoli correlati

Mercado del aguacate en Europa: ¿Hacia una oferta ajustada?
Mercado del aguacate en Europa: ¿Hacia una oferta ajustada?

Francia

Vedi di più
Mercado europeo: volúmenes récord, presión en precios y perspectivas a corto plazo
Mercado europeo: volúmenes récord, presión en precios y perspectivas a corto plazo

Holanda

Vedi di più